Il mulino sull’Arroscia, situato lungo un declivio erboso vicino alla strada provinciale SP 3 che collega Pieve di Teco con l’abitato di Mendatica, è un edificio in pietra dotato di ruota idraulica risalente al XVI secolo e voluto dalla comunità di Mendatica per la molitura di cereali, legumi e frutti essiccati.

Annessi al mulino vero e proprio vi sono alcuni ambienti un tempo abitativi, uno ai piani superiori e l’altro poco più a monte, passati successivamente alla famiglia dei mugnai locali che ne mantenne la proprietà sino agli anni ‘60 del Novecento, aumentandone la produttività con il raddoppiamento del circuito interno e con il potenziamento degli ingranaggi.

Immagine della ruota esterna del Mulino di Mendatica
La ruota esterna per il movimento ad acqua

Attualmente i fabbricati appartengono al comune di Mendatica che li ha recuperati valorizzandoli quali punto di interesse storico, architettonico e culturale; il mulino è inserito come Manufatto Emergente nel P.T.C.P. (Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico) della Regione Liguria.

Vista esterna del Mulino
Il complesso del Mulino e delle case di abitazione

Il mulino è attualmente funzionante per la produzione di farine ad uso di aziende agricole locali o su richiesta ed è visitabile previo appuntamento anche durante l’attività di molitura.

Il funzionamento è di tipo meccanico. La ruota, azionata originariamente dalla spinta dell’acqua e ora elettricamente, trasmette il moto attraverso un asse di ferro che a sua volta, attraverso una serie di ingranaggi, aziona un albero artefice del movimento della macina superiore.

Ingranaggi interni del Mulino
Parte degli ingranaggi del Mulino

L’interno del mulino, restaurato nel rispetto delle forme e dei materiali dell’epoca, è composto da una sala soppalcata sulla cui parte sopraelevata è collocata la tramoggia in legno di forma tronco-piramidale capovolta collegata al cassero contenente le due macine in pietra, poste orizzontalmente una sull’altra e dotate di scanalature.

Tramoggia e cassero del Mulino
La tramoggia e il cassero che contiene le macine del Mulino
Tramoggia
La tramoggia

Il movimento di rotazione della macina sovrastante consente la frantumazione dei chicchi e le scanalature ne permettono lo scorrimento al di fuori del perimetro delle macine, dal quale il macinato confluisce in un condotto terminante nel nastro trasportatore.

La molinatura del Mulino
Particolare della struttura di molitura

In questa tipologia di mulino solitamente la distanza fra le due macine, regolabile, determina il grado di raffinazione della farina; tuttavia in questa struttura tale grado viene stabilito in seguito al passaggio del macinato dal nastro al grosso cassone di contenimento, dotato di filtri per la selezione di farina più o meno raffinata e della crusca.

VIDEO: il Mulino dell’Arroscia ripreso dall’esterno della struttura. Si evidenza l’ingresso principale, le finestre al primo piano dell’abitazione del mugnaio, la ruota nella quale veniva convogliata l’acqua del torrente Arroscia, la macina di riserva attualmente in fase di recupero e l’area dove è situato tutta la struttura del mulino e della centrale idroelettrica.

Macine esterne al Mulino
Vecchie macine; sono visibili le scanalature

L’impianto idroelettrico della centrale “Mulino”

Poco più a valle l’impianto idroelettrico della centrale “Mulino” impiega un sistema analogo di sfruttamento dell’energia cinetica della massa d’acqua convogliata dal torrente Arroscia entro la condotta.

L’edificio, già in uso come centralina idroelettrica nell’Ottocento, venne abbandonato negli anni ’50 del Novecento per i numerosi lavori di manutenzione che si erano resi necessari.

La storia del ripristino è lunga e risale al 1989, quando l’ingegnere Aldo Galleti ebbe l’idea di proporre al comune di Mendatica un progetto per la riattivazione della centrale.

Centrale idroelettrica
La centrale idroelettrica e la condotta dell’acqua

L’ottenimento dei finanziamenti e dei fondi tuttavia è stato un obiettivo raggiunto solo nel 1999. I successivi lavori hanno consentito l’attivazione della centrale a febbraio del 2003, data dalla quale è stata prodotta energia sostanzialmente in modo continuativo, eccezion fatta per alcuni periodi di siccità totale.

La centrale impiega una turbina Ossberger a flusso radiale, con rotore autopulente, in grado di espellere dopo mezzo giro foglie, erba o altre cause di intasamento.
La turbina è costruita con distributore suddiviso in due sezioni: la sezione piccola sfrutta le portate più basse, la grande quelle medie e le due sezioni congiunte la portata massima, adattandosi in modo efficiente ai deflussi caratterizzati da forte variazione.

Interno della centrale idroelettrica
L’interno della centrale idroelettrica
Pannello controllo elettrico
Pannello di controllo della centrale

La turbina è collegata ad un generatore, a sua volta collegato al quadro elettrico.

Al di sotto dell’impianto l’acqua viene rilasciata nel torrente Arroscia.

Dal 2006 il comune di Mendatica ha ottenuto la Certificazione Ambientale UNI EN ISO 14001, rilasciata e confermata nel tempo da enti certificatori.

Nel 2012 lo stesso comune ha ricevuto la certificazione European Energy Award – eea® nell’ambito del progetto MEDEEA

VIDEO: la centrale idroelettrica “Il Mulino” che raccoglie l’acqua del torrente Arroscia e rende autonomo, come fabbisogno energetico, il comune di Mendatica

Attualmente il Comune è autonomo dal punto di vista energetico ed è in attivo nei confronti dell’azienda Enel, alla quale vende parte dell’energia elettrica prodotta.


Crediti:
si ringraziano per la disponibilità e le informazioni Emidia Lantrua, vicesindaco di Mendatica, Angelo Ferrari responsabile della centrale e Roberto Cenzon funzionario del Comune di Mendatica.


Bibliografia:
Antonino La Manna, Mendatica e i suoi impianti idroelettrici, Tipografia San Giuseppe, Taggia 2015


INSERITO IL: 15/12/2019
AGGIORNATO IL: 24/05/2020

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